La storia di una foto

La storia di una foto.

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Como Historia jednej fotografii

Il 25 marzo 2011, Como.
Ogni tanto sentiamo dire che bisogna agire, che le persone di successo sono quelle che si danno da fare. Ho sentito parlare alcune
persone occupate e stanche “Quando morirò, mi riposerò/avrò abbastanza sonno.”
Il riposo diventa un lusso.
Pure io noto che, dopo una giornata spensierata, torno a casa e qualche volta penso di non aver fatto “niente” (!)

Guardate questi signori. Come fanno “niente” in modo davvero bello!
Consegnano ai loro corpi una dose di vitamina D sedendo al Sole.
Riposano e cosi abbassano la pressione del sangue. Sono arrivati in bici allora hanno fatto anche un moto buono per il cuore.
Hanno cura delle relazioni trovando il tempo per gli amici.
Discutono della situazione corrente, commentano le decisioni dell’allenatore della una squadra preferita perché hanno dei propri interessi.
Carissimi, che fare “niente” vi dia la gioia.
Oggi, domani e per tutta la vita.

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Etna Historia jednej fotografii

Il nostro primo viaggio in Italia. Etna, il 24 maggio 2015.
Ieri ho scritto sul blog che non era facile essere padre di una figlia indipendente. Oggi aggiungo- non è nemmeno facile essere partner di una tale donna.
Di una donna che all’inizio dice che ama viaggiare da sola e lo vuole fare almeno una volta all’anno. E che ama i Tatra, allora ogni tanto vuole fare trekking da sola e dormire nei rifugi.
Pensavo sempre che “io”, “da sola” e “mio” fossero sinonimi di quello che ritengo “migliore”.
Viaggiare con Alfonso mi mostra che la meraviglia condivisa con un’altra persona non si dimezza ma si moltiplica. Non sono mai stata brava in matematica. Per fortuna ho incontrato un’insegnante molto bravo.
Oggi gli voglio augurare tanti viaggi e tante meraviglie moltiplicate.
Credo che i viaggi più belli siano ancora davanti a noi.

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Pociągiem po Apulii

L’11 ottobre 2017, Puglia meridionale
A che ora parte il treno? Alle “quando parte, parte.”
Aspetto sulla stazione riscaldata dal Sole. Il treno arriva, salgo, nella carrozza si sente il profumo dell’erba che entra tramite le finestre aperte.
Uno di quei giorno quando niente va secondo il programma. Dovrei essere arrabbiata ma invece sento la pace.
Mi piace imparare da me stessa quando viaggio. Notare per esempio che non ho bisogno di programmare tutto dalla A alla Z, che qualcosa non va secondo il piano e va bene lo stesso, che so godere delle cose piccole.
Saper lasciar stare e godersi l’ attimo. Continuo ad impararlo, mi viene meglio sotto il Sole italiano.

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Neapol Historia jednej fotografii

Il 29 ottobre 2014.
Napoli è come una ragazza boriosa a cui si avvicina un giovanotto e le dice “Mi piaci, vorrei conoscerti meglio” e lei scoppia a ridere e dice “Vuoi conoscermi? Tu?! Allora devi sforzarti.”
La città la si conosce meglio dalla prospettiva di un bimbo che vuole entrare dappertutto. Un cancello aperto un po’ e dentro un palazzo bellissimo, una porta dannegiata e dentro una chiesa molto bella.
Cosi pian piano la ragazza sorride. “Pensavo che fossi come gli altri, ma tu, ci tieni davvero”.

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Positano

Positano, il 30 ottobre 2014.
Questo è il mio autoscatto preferito di un viaggio.
Io, la camera fotografica appoggiata su uno scoglio e il tramonto a Positano.
Adoro viaggiare da sola e lo vedo come il regalo migliore che posso dare a me stessa.

Quando ero libera e dicevo di andare in vacanza da sola, alcuni mi guardavano con compassione. E si, “povera, sei da sola, non hai nessuno con cui potresti viaggiare.”
Da quando sono con Alfonso e dico che vado in vacanza da sola mi guardano con sfiducia. “Che ne pensa Alfonso? Ti lascia andare da sola?”

Quanto spesso rinunci a realizzare un sogno a causa dei limiti presenti nelle teste degli altri? Non nella tua.
Se uno non riesce ad immaginare che tu possa avverare un sogno, è un suo problema.
La cosa più importante è che tu lo possa immaginare. Alla fine è un sogno tuo. Forse lo vedrai realizzarsi d’estate?

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Alghero Historia jednej fotografii

Qualche volta basta un suono, una frase, un piatto, per farci pensare ad un certo posto. L’anno scorso passeggiavamo tra le mura di Alghero e guardavamo il tramonto quando un uomo ha iniziato a cantare una canzone di Lucio Battisti: “In un mondo che prigioniero è respiriamo liberi io e te.”
Questa canzone mi farà sempre pensare a quella serata. Stasera l’ascolto di nuovo per salutare la bella stagione: https://youtu.be/it3K7OmAUpU

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Aperitivo Historia jednej fotografii

Siracusa, maggio 2015, il nostro aperitivo prima di fare una passeggiata serale.
Un po’ di olive, vino, pane, pomodori, formaggio, salame. Niente di speciale. Non è una cosa che non si potrebbe rifare a casa.
Quando ci manca l’Italia, ci mancano le cose semplici. Allo stesso tempo facciamo cosi poco per celebrarle ogni giorno. Preferiamo vivere tra un viaggio e l’altro. Provare nostalgia e lamentarci.
Mi piace guardare le foto dai viaggi. Lo faccio per ricordarmi che cosa mi ha fatto sorridere e vedere se lo posso rifare. Qui. Alla fine “l’Italia” è anche uno stato dell’anima.

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Noto Sycylia

È il 27 maggio 2015, siamo a Noto. Siamo già saliti sul campanile della chiesa San Carlo e da qua ammiriamo un bel panorama della città. Fa caldo, tira il vento. “Questo può essere il tema del nostro primo post- le città barocche del Sud” dico a Alfonso.
Facciamo cosi. Il post è stato pubblicato due anni fa- il 5 giugno 2015 e lo trovate qua.

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Alberobello Historia jednej fotografii

Ottobre 2014, Alberobello.
Sono curiosa di come sia il trullo dentro. Entro allora in uno subito dietro a gruppo di turisti. Guardano intorno, fanno delle foto ed escono. Rimango solo io e la signora. Mi chiede di accomodarmi e parliamo per un po’. Quando sto per uscire dice: “Fammi una foto”. Sono un po’ sorpresa ma scatto una foto e poi ci salutiamo.

Ognuno porta dentro di se il bisogno di sentirsi importante per un’altra persona. “Fammi una foto”. Guardami; ricorda che sono stato qui; siediti accanto a me; ho qualcosa da dirti.
Le storie migliori durante i viaggi non le raccontano delle foto ma delle persone.

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Sorrento Historia jednej fotografii

Il 23 ottobre 2013, Sorrento.
Il programma prevedeva una gita a Sorrento.
Sembra facile, ma già all’inizio ho sbagliato treno e sono andata fino all’ultima stazione in una città sconosciuta. Ho preso allora un altro treno che si fermava a Pompei. Ho decisco di visitare gli scavi prima e alla fine sono arrivata a Sorrento di sera.

Questa foto mi ricorda un pensiero che mi è venuto in mente in quel momento: se una cosa non va secondo il programma non vuol dire che va in una direzione sbagliata.
Posso avere una meta, proseguire verso di essa come un cavallo con i paraocchi e rivoltarmi quando qualcosa non va come voglio.
Posso anche lasciar stare e vedere dove arriverò. Puoi darsi che raggiungo la mia meta, solo però con una strada diversa, forse anche più interessante.

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Etna Historia jednej fotografii

Il 24 maggio 2015, l’Etna.
Di mattina in un parcheggio a Catania ci aspetta la nostra guida Pippo. Abbiamo con noi delle felpe e delle giacche, ma lui sa che nelle condizioni attuali sarà freddo allora ha portato per noi anche dei giubotti.
È nuvoloso, non si vede niente ma lui ci assicura che alle 13:00 vedremo la cima dell’ Etna e le tracce dell’eruzione che è accaduta due giorni prima.
Siamo nel posto programmato, è nuvoloso. Pippo sorride. “Tra poco il vento cambia direzione, vediamo tutto.”
Ha ragione. Verso le 13:00 il vento comincia a tirare nella direzione opposta, tra le nuvole emerge la cima dell’Etna. Questa è la prima foto che abbiamo scattato in quel momento.

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Isola della Gaiola Historia jednej fotografii

Il 6 ottobre 2014.
Arrivo sulla spiaggia accanto all’Isola della Gaiola un po’ prima del tramonto. È chiusa, ma mi ostino per vederla e allora decido di attraversare il recinto. Non sono sola, sulla spiaggia gia’ c’è un gruppo di persone che festeggia il compleanno di Ciro con la torta e dello spumante. “Vieni qua, canta con noi” mi invita una delle ragazze. Canto allora “Tanti auguri a te”, bevo un po’ di spumante e guardo il Sole tramontare sopra l’Isola della Gaiola…

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Apulia Historia jednej fotografii

L’11 ottobre 2014, Puglia.
Nella stazione ferroviaria a Lecce incontro il Signor Salvatore. Mi aiuta a salire sul treno giusto, viaggiamo insieme per un po’ verso Gallipoli. Parla benissimo di sua moglie che lo aspetta a casa, tra poco festeggieranno il 34.esimo anniversario di matrimonio. Assomiglia molto a mio padre, pure lui è stato con mia madre per 34 anni…
Il Signor Salvatore si preoccupa perche’ viaggio da sola, mi chiede di mandargli un sms ogni sera per confermare che sto bene. Il mio angelo custode di Puglia.
Non ci siamo incontrati più, è colpa mia. Me ne pento, ma è un rimorso buono. Uno di quelli che ti lasciano una lezione che non si può scordare che il valore più grande del viaggio è un’opportunità di incontro con un’altra persona.
Signor Salvatore, dovunque Lei sia adesso, mi ricordo.

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Padwa Historia jednej fotografii

Il 2 agosto 2006, Padova.
È la foto della foto perché allora le scattavo ancora con una macchina fotografica con il rullino (c’è chi ricorda ancora quei tempi?)
L’Italia non era il fine del viaggio ma la Francia. Ci siamo fermati a Padova solo per una breve visita e dopo siamo andati avanti. Quel giorno ho sentito parlare l’italiano dal vivo per la prima volta ed esso è bastato. Sono tornata nel pulman e ho detto ad una ragazza che sedeva accanto a me che dopo le vacanze avrei iniziato un corso d’italiano.
“La serendipità”, una felice e casuale scoperta di una cosa non cercata.
Questa foto mi ricorda una vecchia verità che dice che non è il fine ad essere importante ma la via. Non sappiamo mai quali scoperte faremo e quante cose impareremo su noi stessi durante un viaggio.

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Historia jednej fotografii

Il 18 febbraio 2013, Firenze.
Qualche settimana prima “Wstrząśnięta-niezmieszana” condivide sul suo blog l’idea di viaggiare con “uno gnomo”. In quel momento lei non puo viaggiare ma i lettori del blog che vanno da qualche parte possono prendere con se le sue mini-foto, descrivere le impressioni e dopo esser tornati- condividere con lei una relazione del viaggio “in comune”. Voglio prendere parte, vado allora a Firenze con “uno gnomo”. Faccio delle foto, scrivo e mi diverto:)
Allora consideravo quell’idea solo come un modo di fare qualcosa di diverso durante un viaggio da sola. Oggi la vedo come un regalo-sorpresa davvero bello per una persona che non puo viaggiare per esempio a causa di una malattia. “Guarda, sei stato li con me. Appena tutto sarà ok, ci andremo davvero…”

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baba Historia jednej fotografii

L’11 ottobre 2013, Roma.
Mentre tornavo dal corso d’italiano ho comprato questo dolce da portar via. In quel momento non sapevo che si chiama babà ed è bagnato nel liquore. Quando l’ho aperto a casa ho notato che tutto era bagnato ed ho pensato che… il frigorifero della pasticceria si fosse rotto e si fosse scongelato. Volevo addirittura tornare li per fare reclamo ma non sapevo come dirlo in italiano. Alla fine mi sono resa conto che doveva essere così.

Perché racconto questa storia?
Perché più viaggiamo e più facilmente scordiamo che una volta anche noi eravamo all’inizio. Non sapevamo come comportarci. Come dire qualcosa. Avevamo paura.
È più facile allora guardare gli altri dall’alto, deridere le loro paure, essere “gentilmente” sorpresi dal fatto che non sanno qualcosa. È molto delicato il filo tra l’ignoranza di chi non ha un’esperienza e la sua arroganza verso chi è ancora indietro. Ed io voglio ricordare quel babà e che lo volevo restituire pensando che fosse bagnato dal frigorifero scongelato…

P.S. Potete immaginarvi la faccia del cameriere quando glielo rendo e dico: “Signore ma che cosa mi ha dato? Forse sono turista ma non vuol dire che non capisco niente?”
Si, la mancanza di conoscenza della lingua può diventare una cosa benedetta! Chissà quante stupidaggini non ho detto solo perché non sapevo delle parole giuste?

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Wenecja Historia jednej fotografii

Il 24 gennaio 2017, Venezia, vicino alla Basilica di Santa Maria della Salute.
Quando faccio questa foto mi passa davanti una coppia.
Lui prova a scattare una foto con il cellulare : “Federi’ ti faccio una foto!”
Lei cerca qualcosa nella borsa: “Aspetta, voglio vedere che ore sono”.
Lui: “Ma chi se ne frega del tempo? Siamo in vacanza! “

Rallento il passo, non devo correre. Sono in vacanza, non in gara.
Se… si potesse nascondere l’orologio dentro la tasca per dare a se stessi tanto tempo quanto quello di cui abbiamo bisogno per godere del momento?

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Rzym Historia jednej fotografii

Il 6 ottobre 2013.
Ecco la vista dalla finestra dell’appartamento che prendo in affito a Roma. Per un po’ mi sentirò come se fossi italiana. Stenderò il bucato sul balcone, parlerò del tempo con una vicina di casa aspettando l’ascensore, prenderò un caffè al bar ed ogni giorno un barista mi augurerà una buona giornata…

Quando penso a quello che mi piace di piu in Italia, penso alla quotidianità ed a tutte le cose piccole.
Ma alla fine che cosa di straordinario vi è in queste cose? Niente.
Se mi piace parlare del tempo aspettando l’ascensore perchè nel mio edificio conto piani in silenzio invece di chiedere un vicino di casa come sta?
Se mi piace il bucato perché non apprezzo di piu la mia quotidianità?
L’Italia non è solo un posto ma soprattutto uno stato della mente. Me lo devo ricordare spesso.

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Sardynia Historia jednej fotografii

È il 16 giugno 2016. Torniamo da Stintino ad Alghero. Siamo stanchi a causa dell’afa. C’è silenzio nel bus. Tra poco ci addormentiamo. Sopra di noi volano degli angeli…

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Neapol Historia jednej fotografii

Il 19 ottobre 2013. Il mio primo giorno a Napoli. Non so niente della città, non ho nè una mappa nè un programma. Sono uscita a fare una passeggiata senza un fine preciso. Ho fame allora mi siedo su una panchina e mangio la zeppola. La gente mi guarda in modo un po’ strano. Forse mi sono sporcata?

Dopo due giorni la mia guida da Couchsurfing mi consiglierà di prendere una strada principale per tornare nell’albergo e di non andare dritto perché la zona davanti a noi non è molto sicura. Mi accorgerò che proprio lì sono andata per la mia prima passeggiata. Per fortuna in questo momento non lo so allora con calma godo del mio primo dessert napoletano.

 

 

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