Solo per oggi. “Il decalogo della quotidianità”

Ci sono momenti in cui non ci può consolare nemmeno il tiramisù più buono.
Ci sono problemi che non si risolveranno solo perché saliremo su un aereo e scenderemo in un altro paese.
La morte di una persona vicina, la separazione, la malattia. Il tempo si è fermato. Il futuro spaventa. Sogniamo di andare a dormire e speriamo che dopo esserci svegliati tutto risulti solo un incubo.

Ci sono giorni in cui dobbiamo sopravvivere in qualche modo.

Ci sono anche dei momenti quotidiani, meno seri, dove rifiutiamo di fare qualcosa perché ci scoraggia il tempo o lo sforzo di cui abbiamo bisogno. L’apprendimento di una lingua nuova, prenderci cura della salute o delle relazioni con i vicini. Non abbiamo mai il tempo, siamo sempre stanchi e rimandiamo tutto a “un domani”.

Dimentichiamo che l’unico giorno che abbiamo e in cui davvero possiamo fare qualcosa è oggi.

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Per fortuna se ne ricordò Angelo Giuseppe Roncalli conosciuto come Papa Giovanni XXIII. Nel suo quaderno scrisse le proprie regole che oggi vengono chiamate “Il decalogo della quotidianità”:

Solo per oggi, cercherò di vivere alla giornata (in senso positivo), senza voler risolvere il problema della mia vita tutto in una volta.

Solo per oggi, avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà; non alzerò la voce; sarò cortese nei modi; non criticherò nessuno; non pretenderò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.

Solo per oggi, sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.

Solo per oggi, mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino tutte ai miei desideri.

Solo per oggi, dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche lettura buona, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così la buona lettura è necessaria alla vita dell’anima.

Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.

Solo per oggi, farò almeno una cosa che non avrei gusto di fare, e se mi sentirò offeso nei miei sentimenti, farò in modo che nessuno se ne accorga.

Solo per oggi, mi farò un programma: forse non lo seguirò a puntino, ma lo farò. E mi guarderò da due malanni: la fretta e l’indecisione.

Solo per oggi, crederò fermamente, nonostante le apparenze, che la buona provvidenza di Dio si occupa di me come di nessun altro esistente al mondo.

Solo per oggi, non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere alla bontà. Posso ben fare, per dodici ore, ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita.”

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Oggi è l’unica cosa che ho. “Solo per oggi” è una prospettiva che non spaventa. Un obbligo che non scoraggia. Uno spazio per decidere per quando riguarda il prossimo giorno.

Solo per oggi
… non mi lamento.
… nonostante la stanchezza, leggo una favola al bambino prima di dormire.
… spengo la TV e passo la serata parlando con il mio partner.
… non bevo l’alcol/ non mangio dolci.
… mi alzo dieci minuti prima per poter prendere un caffè con calma.
… dedico venti minuti ad imparare una lingua.

“Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita.”

E tu? Che cosa fai solo per oggi?

 

 

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  • Parole bellissime! È proprio vero, se si pensa di doverlo fare solo per un giorno sembra meno impegnativo :-) Posso provarci!
    Kasia

    • Kasiu, grazie per il tuo commento. Hai ragione, niente sembra impossibile da fare se proviamo a farlo solo per un po’
      Saluti da Cracovia:)

  • Barbara Mocek

    Pomyślałam wlasnie,ze chyba tu się zadomowię? Do Neapolu wybieram się w maju,Dobrego papieża Jana XXIII kocham,nawet w Sotto il Monte parę lat temu byłam.Pięknie piszesz!!!

    • Witaj, Basiu! Rozgość się:)
      O Neapolu piszemy regularnie, do maja więc z pewnością pojawią się u nas nowe wątki. Jeśli będziesz mieć jakiekolwiek pytania, pisz śmiało.
      W Sotto il Monte jeszcze nie byłam, dopisuję sobie do listy:)