Viaggiatore o turista. Chi vogliamo essere in viaggio?

In una fanpage sui viaggi in Italia è stata pubblicata una grafica legata al “viaggiatore” e al “turista” con la domanda: “Chi vuoi essere nel tuo prossimo viaggio?”

“Me stessa”, ho commentato.

Mi irritano le etichette.
Derubano la curiosità verso un’altra persona.

Basta una parola e già “so” se andiamo d’accordo o no. Se hai le stesse opinioni, gli stessi valori, lo stile di vita. Se si, perfetto. Se no, arrivederci.

Viaggiatore o turista. Ma chi ha bisogno di questo? Solo quelli che cercano un riconoscimento. Scrivono con indignazione “Non sono un turista, sono un viaggiatore” senza rendersi conto che l’arroganza non è una caratteristica dei veri viaggiatori. Quelli sono umili, aperti e rispettano gli altri.
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“Non so da dove derivi la vergogna di sentirsi un turista. Ho sentito molti amici, in pieno atteggiamento da turisti, dire che non vogliono confondersi con i turisti, non rendendosi conto che, anche se non si mescolano con loro, sono turisti quanto gli altri. Quando visito un luogo e non ho abbastanza tempo per conoscerlo se non superficialmente, assumo senza vergognarmene il mio ruolo da turista. Mi piace unirmi a quei viaggi lampo in cui le guide ti spiegano tutto ciò che vedi dal finestrino. “Alla vostra destra e alla vostra sinistra signore e signori…”. Una delle ragioni è che in questo modo conosco una volta per tutte tutto ciò che non dovrò preoccuparmi di vedere quando tornerò a esplorare quel posto per conto mio.”
Gabriel Garcia Marquez
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Oggi tutti siamo turisti. Scopriamo solo quello che è nuovo per noi stessi. Gli altri l’hanno già visto e descritto.

Allora, forse, invece di introdurre divisioni artificiali che non abbiamo bisogno, stabiliamo subito che ognuno può essere se stesso nel proprio viaggio?

Può viaggiare a modo suo.
In aereo o in autostop.
Dormire in un albergo o sotto la tenda.
Mangiare i frutti di mare al ristorante o le scatolette all’aria aperta.
Riposare sulla spiaggia o andare in montagna.

Ammirare capolavori nei musei o osservare la gente per strada.

Facciamolo in modo che riteniamo il migliore per noi stessi.
Con franchezza e rispetto verso le persone e i luoghi.
Con stima verso un’altra cultura e con garbo.
Senza deridere quello che non capiamo.
Con la testa libera dagli stereotipi ma piena di domande.
Portando con sé qualcosa di più che il solo sentimento di essere superiori di quelli che viaggiano con un’agenzia di viaggio. Forse loro sono quelli che sono affascinati da qualcosa?
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Allora, chi vogliamo essere in vacanza?
Vogliamo essere noi stessi, senza le etichette.
Riposeremo sulla spiaggia ma anche visiteremo dei posti nuovi.
Faremo la spesa al mercato e cucineremo da soli, ma mi vestirò anche con un vestito e andremo al ristorante dove qualcuno cucinerà per noi.
Incontreremo persone nuove, ma andremo anche allo stesso bar come sempre per fare un aperitivo con gli amici di Alfonso.

Porteremo ispirazioni, idee e libri. Che siano tanti.

È il nostro viaggio. Sono solo le nostre attese che esso deve esaudire.

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“Non fate paragoni. Non paragonate niente, nè prezzi, nè pulizia, nè qualità della vita, nè mezzi di trasporto, niente. Non state viaggiando per dimostrare che vivete meglio degli altri. In realtà, la vostra ricerca è sapere come vivono gli altri, cosa possono insegnarvi, come affrontano la realtà e lo straordinario della vita.”
Paulo Coelho

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Siete d’accordo che la lite “Viaggiatore vs turista” non è più attuale o al contrario- bisogna distinguere questi concetti?

Come è il vostro viaggio perfetto?

  • Verissimo! Mi piaciuto molto il concetto che ognuno è sé stesso anche nel modo di viaggiare, diverso da tutti gli altri. Con le etichette di viaggio, io rido sempre come una matta quando leggo questi post!

    • Anch’io ho letto molti post su questo argomento. Per me non è importante se mi chiamo “una turista” o “una viaggiatrice”. Importante è viaggiare:)

  • Silvia Poletti

    Che dire… È proprio vero che a volte ci si vuole credere superiori e ci si da dei titoli non adatti a noi… Senza accorgerci di cosa perdiamo mentre perdiamo tempo a scegliere!

    • “Senza accorgerci di cosa perdiamo mentre perdiamo tempo a scegliere!” Che bel riassunto, lo voglio ricordare. Silvia, grazie per il tuo commento. Saluti dalla Polonia:)