Napoli. Il cimitero delle Fontanelle

Nella prossima parte della nostra guida a Napoli, un po’ fuori dal comune, vi portiamo in un cimitero. Lo facciamo per motivi diversi. Primo perchè il cimitero delle Fontanelle di cui vogliamo parlare è un grande pezzo della storia di Napoli.
Esso è anche una scusa per menzionare la Sanità, una delle parti più povere della città. Parleremo anche della ricerca di perle in posti dove- apparentemente- non c’è niente del misto di sacrum e profanum tipico dei inapoletani.

Siete pronti? Andiamo allora!

Come raggiungere il cimitero delle Fontanelle? Dalla Piazza Cavour parte l’autobus C51 per la via Fontanelle. Noi però vi consigliamo andare li a piedi.

Il rione Sanità

Sanità è, da una parte, un rione molto povero e poco representativo, dall’altra- è una parte inseparabile della città. Conoscete Napoli solo da qualche film (“L’oro di Napoli”, “Ieri, oggi, domani” di Vittorio De Sica) o da foto vecchie con un bucato steso? Allora la vostra idea della città la ponete proprio su queste parti di essa.

Il paradosso di Napoli è che nei posti apparentemente brutti e trascurati potete trovare delle perle. La città non è ovvia, richiede la curiosità e l’attenzione.
La prima perla vi aspetta in via Vergini 19 (la metà del mercato). È il Palazzo dello Spagnuolo conosciuto da “Passione” di John Turturro (il link lo trovate QUA). Pochi passi avanti, in Via Sanità, 6 trovate il suo “gemello”- il Palazzo Sanfelice- purtroppo distrutto e trascurato. Da li avete solo qualche passo per raggiungere la Basilica Santa Maria della Sanità con le catacombe di San Gaudioso in via Sanità, 14.

La passeggiata nella Sanità è un’occasione buona per fare la spesa al mercato locale e per osservare la vita quotidiana dei napoletani. Succede che reagiscano con avversione vedendo una macchina fotografica “mirando” a loro o al loro bucato. Per questo, quando siete soprattutto in Sanità, Forcella e Quartieri Spagnoli vi consigliamo di osservare la gente in modo meno invadente. Credetemi, quando vi perdete nei vicoli napoletani la gentilezza della gente sarà più utile di una foto di un lenzuolo.

Il Cimitero delle Fontanelle |  ‘O campusanto d’ ‘e Funtanelle

La storia del cimitero è legata a molte disgrazie che hanno colpito i napoletani.

Fino al XVI secolo i morti venivano sepolti nelle cave, i cittadini più ricchi invece pagavano per essere sepolti nelle chiese. Siccome li non c’era più posto, i becchini, di notte, disseppellivano dei corpi e li scaricavano nelle cave abbandonate per fare posto alle persone successive che volevano pagare per le tombe nelle chiese. Una di queste cave era probabilmente anche questa dove oggi si trova il cimitero.

L’origine di questo ossario, però, si fa risalire al XVII secolo quando la popolazione di Napoli fu decimata dalla peste. Qui vennero raccolti anche i cadaveri delle vittime di carestie, tre rivolte, tre terremoti, cinque eruzioni del Vesuvio e della colera del 1837. Con il tempo al cimitero furono portati i resti mortali dalle altre parocchie.
Nel 1872 il posto fu affidato al Don Gaetano Barbati chi eseguì una sistemazione dei resti e organizzò una chiesa provvisoria.

Il cimitero delle Fontanelle

Il culto delle “anime pezzentelle”

A Napoli sacro e profano si uniscono. Solo qui poteva crearsi la tradizione di… adottare un teschio. I Napoletani religiosi erano preoccupati per il destino delle anime “pezzentelle” e per il proprio destino. Consideravano le anime come un mezzo di comunicazione tra il mondo dei morti e il mondo dei vivi che si possono aiutare reciprocamente. Per questo motivo spesso i napoletani adottavano un teschio e avevano cura di esso. Il cranio veniva pulito e veniva messo in una scatola. La famiglia pregava per l’anima e chiedeva l’anima di aiutarli o di… rivelare i numeri da giocare a lotto.

Con il tempo il culto delle anime “pezzentelle” cominciò a preoccupare la chiesa e fu proibito con il decreto del 1969 come un feticismo pagano. Da quel momento al cimitero fu celebrata solo una messa al mese per le anime del purgatorio e fu eseguita una processione ogni 2 novembre.
Nel 2010 il cimitero è stato riaperto ed ora è di nuovo accessibile.

Le leggende

Ad alcune capuzzelle (teschi) famose sono legate delle leggende.

Una di esse racconta la storia del Capitano. Secondo la leggenda una ragazza giovane era molto devota al teschio del capitano. Il suo fidanzato, forse un po’ geloso, conficcò un bastone di bambù nell’occhio del teschio e deridendolo lo invitava a partecipare al loro prossimo matrimonio. Il giorno delle nozze apparve tra gli ospiti un uomo vestito da carabiniere. Lo sposo chiese chi fosse e questo gli rispose che proprio lui lo aveva invitato, rivelò chi era e i due sposi e altri invitati morirono sul colpo.

La seconda leggenda parla di Donna Concetta detta ‘a capa che suda. La particolarità di questo teschio è legata al fatto che tutti i crani sono ricoperti di polvere mentre questo è sempre ben lucidato. Forse semplicemente raccoglie meglio l’umidità del luogo sotterraneo. I devoti però lo interpretano come il sudore delle anime del Purgatorio.

Le informazioni utili:

Il cimitero si trova in Via Fontanelle 80. È aperto ogni giorno dalle 10 alle 17, l’entrata gratuita.
Il sito: http://www.cimiterofontanelle.com/it/

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Per finire vi invoglio a fare domande alle persone che lavorano in posti che visitate. I napoletani sono molto aperti e raccontano delle storie volentieri. Quando sono uscita dal Cimitero ho chiesto a un guardiano se aveva qualche opuscolo con le altre informazioni. Ha risposto che aveva il tempo e ha proposto di revisitare il cimitero con me e di raccontarmi delle leggende.
Non avete paura di chiedere e di mostrare la vostra curiosità. Ai napoletani piacciono i racconti.

 

 

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